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Enigma e l’Italia

Anche le forze armate italiane usarono Enigma, nella versione commerciale: comprarono l’Enigma K, senza il pannello a spine delle macchine militari tedesche, e la marina la impiegò per tutta la seconda guerra mondiale.

Obiettivi

  • Dire quali Enigma usarono le forze armate italiane e in che cosa differivano dall’Enigma I dell’esercito tedesco.
  • Spiegare perché un testo cifrato senza nessuna L rivelava il testo in chiaro.
  • Dire da quale parte vengono quasi tutte le fonti sull’Enigma italiana, e che cosa resta da verificare.

Le Enigma K italiane

Secondo il censimento di Crypto Museum, l’Enigma K fu usata dalla marina, dall’esercito e dall’aeronautica italiani. Le macchine della marina e dell’esercito avevano rotori con un cablaggio speciale, indicato come schema D, fissato in un disegno tecnico del 9 settembre 1936 e usato anche per le macchine dell’addetto navale spagnolo; quelle dell’aeronautica avevano il cablaggio commerciale normale. La ruota d’ingresso e il riflettore restavano quelli commerciali. La marina riceveva sei rotori, ma finora ne sono stati ritrovati solo tre. Ai clienti italiani andarono, tra gli altri, gli esemplari numerati da K233 a K282.

All’Enigma K mancava il pannello a spine dell’Enigma I tedesca. Senza il pannello, chi conosce il cablaggio dei rotori deve trovare solo il loro ordine, gli anelli e le posizioni di rotori e riflettore: un lavoro alla portata dei metodi a carta e matita che i britannici avevano messo a punto negli anni Venti e Trenta.

La guerra di Spagna

Durante la guerra civile spagnola, nel 1937, Dilly Knox e William Bodsworth della GC&CS britannica riuscirono a leggere il traffico Enigma tra la marina del generale Franco e quella italiana. Il primo successo di Knox contro un’Enigma K di Franco risale al 4 aprile 1937. Il metodo discendeva dall’analisi dell’Enigma D che Hugh Foss aveva completato alla fine degli anni Venti, perfezionata da Knox con una tecnica a carta e matita che chiamava rodding.

La lettera che mancava

Nel frattempo il traffico della marina italiana era tornato illeggibile. A Bletchley Park Knox guidava un piccolo gruppo di crittoanaliste, ricordate come Dilly’s girls. Nel settembre 1940 una di loro, Mavis Lever, allora diciannovenne, tornò a leggerlo. Qualche tempo dopo notò un messaggio di prova, lungo almeno trenta gruppi di lettere, in cui non compariva nemmeno una L. Gli italiani mandavano messaggi fittizi come questo per tenere costante il volume del traffico.

Il simulatore qui sotto riproduce un’Enigma K. Premi la L una ventina di volte di seguito, come l’operatore di quel messaggio, e guarda quali lampade si accendono.

A
Riflettore
A
I
A
II
A
III

Gira i rotori con le frecce, con la rotella del mouse o digitando una lettera sulla finestrella selezionata.

Nastro

Tasti premuti · 0 lettere

Ancora nessuna lettera.

Lampade accese · 0 lettere

Ancora nessuna lettera.

Backspace annulla l’ultima lettera e riporta indietro i rotori. Sulla macchina reale non si poteva: un errore costringeva a reimpostare le posizioni e a ricominciare.

Enigma K con i rotori commerciali I, II e III in posizione AAA. Le macchine della Regia Marina avevano rotori con un cablaggio diverso. Fai clic su un tasto per usare anche la tastiera del computer.

Le lampade cambiano a ogni tasto, ma la L non si accende: Enigma non cifra mai una lettera in sé stessa, come dimostra la lezione Il riflettore. Mavis Lever ne dedusse che l’operatore italiano aveva battuto soltanto la L, il tasto in basso a destra della tastiera. Con un testo in chiaro noto, anche fatto di una lettera sola ripetuta, il gruppo di Knox poteva ricostruire cablaggio e impostazioni. Molti anni dopo Mavis Lever, con il cognome da sposata, Batey, raccontò questa storia nella sua biografia di Knox: dal primo di questi messaggi ricavò il cablaggio di un rotore nuovo, con l’aiuto di Keith Batey, che lavorava nella Hut 6.

All’inizio del marzo 1941 il gruppo di Knox leggeva anche i messaggi cifrati con i rotori nuovi. Il 25 marzo decifrò un messaggio breve secondo cui mancavano tre giorni a un’operazione della flotta italiana; da lì l’ammiraglio Cunningham ricavò la data, e il 28 marzo la flotta britannica sconfisse quella italiana a Capo Matapan. Batey non collega questo messaggio a quello senza L: lo attribuisce alle tabelle che il gruppo aveva costruito sul modo in cui gli operatori cifravano il punto fermo.

Dopo Matapan

Mavis Lever restò nel gruppo di Knox, che dal 1941 lavorò sull’Enigma G dell’Abwehr; la sua biografia di Knox, Dilly, uscì nel 2009. Knox, già malato all’inizio della guerra, morì nel febbraio 1943.

  • Marina, esercito e aeronautica italiani usarono l’Enigma K commerciale, senza pannello a spine; le macchine della marina e dell’esercito avevano rotori con il cablaggio speciale dello schema D.
  • Una lettera non si cifra mai in sé stessa: un cifrato lungo senza nessuna L indicava un testo in chiaro fatto solo di L, e un testo in chiaro noto bastava al gruppo di Knox per ricostruire cablaggio e impostazioni.
  • Quasi tutte le fonti vengono da chi attaccava la macchina; il peso delle decifrazioni nella vittoria di Capo Matapan va valutato anche con fonti italiane.

Fonti