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L’adozione militare

Alla metà degli anni Venti le forze armate tedesche cercavano una cifra che si potesse usare sul campo. Enigma era portatile ed era già in vendita, come racconta la lezione Scherbius e le macchine commerciali. La marina, l’esercito e poi l’aviazione la comprarono e la modificarono, ciascuno in anni diversi.

Obiettivi

  • Datare le modifiche che i militari portarono alla macchina commerciale, dal pannello a spine alla M4, e dire quale forza armata introdusse ciascuna.
  • Contare gli ordini dei rotori possibili con tre, cinque e otto rotori a disposizione.
  • Spiegare perché i libri danno anni diversi per l’adozione di Enigma.

Marina ed esercito nel 1926

La marina tedesca conobbe Enigma già nel 1926, quando acquistò il Funkschlüssel C, una versione dell’Enigma C adattata alle sue esigenze. Nello stesso 1926 l’esercito, la Reichswehr, cominciò lo sviluppo di una macchina apposita, l’Enigma I, costruita sul telaio delle commerciali D e K. L’Enigma I aveva tre rotori, un riflettore fisso e, sul fronte, un pannello di collegamenti che le macchine commerciali non avevano.

Il pannello a spine

La prima Enigma I fu pronta nel 1927, ma il pannello passò per diversi progetti prima di arrivare, nel 1928, alla versione definitiva: una coppia di prese per ogni lettera, disposte su tre file, e cavi con una spina a ciascun capo per collegare due lettere tra loro. Secondo Crypto Museum la Reichswehr progettò da sé questo pannello, il più debole fra quelli che aveva provato. Con dieci cavi, il numero prescritto dal 1939, il pannello moltiplicava comunque le impostazioni possibili per circa 150 000 miliardi: il conto è nella lezione Il pannello a spine.

Macchina Enigma in una custodia scura con il coperchio aperto, vista di tre quarti; si vedono i rotori, le lampade, la tastiera e sul fronte il pannello a spine con alcuni cavi.
Un’Enigma I, il modello militare entrato in servizio nel 1930, esposta al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.Alessandro Nassiri, Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci · fonte · CC BY-SA 4.0

La versione finale dell’Enigma I entrò in servizio il 1° giugno 1930. Il pannello a spine restò un’esclusiva delle macchine militari. Nel 1932 l’esercito ottenne i diritti esclusivi sulla macchina: da quel momento ogni vendita commerciale o all’estero doveva essere approvata dai militari.

Il riarmo

Dalla metà degli anni Trenta, con la preparazione alla guerra, l’esercito, che dal 1935 si chiamava Wehrmacht, e la nuova aviazione, la Luftwaffe, ordinarono l’Enigma I in grandi quantità. Il servizio informazioni militare, l’Abwehr, usava invece l’Enigma G con il contatore.

La marina adottò la macchina militare nel 1934, in una versione compatibile con l’Enigma I: l’Enigma M1, seguita dalle M2 e M3, che funzionavano allo stesso modo.

A
II
B
IV
L
V

Gira i rotori con le frecce, con la rotella del mouse o digitando una lettera sulla finestrella selezionata.

Nastro

Tasti premuti · 0 lettere

Ancora nessuna lettera.

Lampade accese · 0 lettere

Ancora nessuna lettera.

Backspace annulla l’ultima lettera e riporta indietro i rotori. Sulla macchina reale non si poteva: un errore costringeva a reimpostare le posizioni e a ricominciare.

Enigma I con i rotori II, IV e V, anelli impostati e dieci cavi: la configurazione tipica di esercito e aviazione durante la guerra. Fai clic su un tasto per usare anche la tastiera del computer.

Da tre a otto rotori

Fino al 1938 l’esercito disponeva di tre rotori, I, II e III. Tre rotori diversi si possono montare nei tre posti in 3×2×1=63 \times 2 \times 1 = 6 ordini. Il 15 dicembre 1938 se ne aggiunsero altri due, IV e V: per il primo posto i rotori disponibili diventano cinque, per il secondo quattro, per il terzo tre, e gli ordini 5×4×3=605 \times 4 \times 3 = 60, dieci volte tanti. Nel 1944 un rapporto dell’esercito statunitense descriveva ancora la stessa dotazione per esercito e aviazione: tre rotori su cinque.

Nel 1939 la marina aggiunse tre rotori, VI, VII e VIII, riservati a lei. Gli operatori di bordo sceglievano quindi tre rotori su otto, e gli ordini erano 8×7×6=3368 \times 7 \times 6 = 336.

Enigma nella sua cassetta di legno aperta, esposta in una vetrina insieme a un berretto da marinaio, a un cartello esplicativo e a una scatola di accessori.
L’Enigma M4 a quattro rotori, introdotta dalla marina tedesca nel 1942 per la flotta sottomarina. Mémorial de Caen, Normandia.Alan Wilson, via Flickr · fonte · CC BY-SA 2.0

La M4

Per la flotta sottomarina la marina introdusse a sorpresa, il 1° febbraio 1942, la M4. Accanto a un riflettore sottile montava un quarto rotore sottile, β o γ, che si impostava a mano e non avanzava. Bletchley Park chiamò Shark il traffico degli U-Boot cifrato con la M4, e per dieci mesi e mezzo, fino al 13 dicembre 1942, non riuscì a leggerlo. Il 30 ottobre 1942 dal sommergibile U-559 furono recuperati i libri codice per i messaggi brevi e per i bollettini meteorologici, non fogli chiave: secondo Sebag-Montefiore furono questi, insieme a un’abitudine degli operatori tedeschi, a riaprire Shark.

  • La marina comprò il Funkschlüssel C nel 1926; l’Enigma I dell’esercito ebbe il pannello a spine definitivo nel 1928 ed entrò in servizio il 1° giugno 1930; i rotori IV e V arrivarono nel dicembre 1938, i rotori VI, VII e VIII della marina nel 1939, la M4 il 1° febbraio 1942.
  • Con tre rotori gli ordini sono sei, con cinque 5×4×3=605 \times 4 \times 3 = 60, con gli otto della marina 8×7×6=3368 \times 7 \times 6 = 336.
  • Le date dei libri non coincidono perché contano momenti diversi: il primo acquisto, la versione di prova, l’entrata in servizio della versione definitiva.

Fonti