Vai al contenuto

Bozza in revisione: il testo non è ancora stato approvato.

Scherbius e le macchine commerciali

Negli anni Venti Enigma era un prodotto in catalogo: una ditta di Berlino la vendeva ad aziende e uffici che volevano proteggere le proprie comunicazioni. Le forze armate tedesche la adottarono e la modificarono a partire dal 1926, come racconta la lezione L’adozione militare.

Obiettivi

  • Ordinare i modelli commerciali di Enigma, dalla Handelsmaschine all’Enigma K, e dire che cosa introdusse ciascuno.
  • Dire quale parte della macchina militare mancava a tutte le Enigma commerciali.
  • Spiegare perché il fatto che Enigma fosse in vendita permise ai britannici di studiarla già nel 1927.

Le prime macchine a rotori

La macchina a rotori cifra facendo passare la corrente attraverso dischi cablati che ruotano. L’idea comparve quasi nello stesso momento in diversi paesi: tra il 1917 e il 1919 la svilupparono Edward Hebern negli Stati Uniti, Arvid Damm in Svezia, Hugo Koch nei Paesi Bassi e Arthur Scherbius in Germania. Due ufficiali della marina olandese, Theo van Hengel e Rudolf Spengler, avevano costruito macchine a rotori funzionanti già nel 1915, per il ministero della guerra del loro paese.

Scherbius costruì un primo prototipo nel 1917 e lo brevettò il 23 febbraio 1918. In seguito acquistò anche il brevetto di Koch per un dispositivo simile, depositato il 7 ottobre 1919.

Disegno tecnico in bianco e nero di una macchina cifrante a rotori, con tasti, ruote e collegamenti elettrici.
Un disegno dal brevetto statunitense 1 657 411 di Arthur Scherbius, concesso nel 1928.Arthur Scherbius, brevetto US 1 657 411 (pubblico dominio) · fonte · pubblico dominio

La macchina per il commercio

Il nome Enigma comparve per la prima volta nel 1923, in un articolo tecnico dello stesso Scherbius che presentava la Handelsmaschine, la «macchina per il commercio». Era un apparecchio grande e pesante, simile a una macchina da scrivere, che stampava il testo cifrato direttamente su un foglio. La vendeva la ditta Scherbius & Ritter di Berlino. Per quanto se ne sa, nessun esemplare è arrivato fino a noi.

Le macchine che stampavano si rivelarono costose e poco affidabili. Nel 1924 Scherbius riprese allora il suo prototipo e ne ricavò l’Enigma A, la Glühlampenmaschine: invece di stampare, accendeva una lampadina con la lettera cifrata, e l’operatore la trascriveva a mano. L’Enigma A costava circa un ottavo della macchina che stampava. Seguirono l’Enigma B e l’Enigma C, del 1925, con tre rotori, 26 tasti e 26 lampade.

Il riflettore e la tastiera QWERTZ

Le macchine a lampade avevano un componente nuovo, il riflettore, un’idea di Willy Korn, collaboratore di Scherbius. Il riflettore rimanda indietro la corrente attraverso i rotori e rende la macchina reciproca: con le stesse impostazioni, la stessa macchina cifra e decifra. Il riflettore fa anche sì che nessuna lettera si cifri in sé stessa, e la lezione Il riflettore mostra come chi intercettava i messaggi usasse questa regola per scartare le posizioni di una parola sospetta sotto il testo cifrato.

Nel 1926 arrivò l’Enigma D, che introdusse la tastiera tedesca QWERTZ e un riflettore impostabile a mano su 26 posizioni, montato a sinistra dei rotori. L’Enigma D divenne la base di quasi tutti i modelli successivi. Nel 1927 le succedette l’Enigma K, in cui la tacca che fa avanzare il rotore vicino era fissata all’anello delle lettere invece che al corpo del rotore. L’Enigma K fu la principale macchina commerciale: la comprarono le ferrovie tedesche, l’esercito svizzero e la marina italiana.

Nessuna delle macchine commerciali aveva il pannello a spine. Il pannello fu un’aggiunta dei militari, e la ditta non lo vendette mai ai clienti civili.

A
Riflettore
A
I
A
II
A
III

Gira i rotori con le frecce, con la rotella del mouse o digitando una lettera sulla finestrella selezionata.

Nastro

Tasti premuti · 0 lettere

Ancora nessuna lettera.

Lampade accese · 0 lettere

Ancora nessuna lettera.

Backspace annulla l’ultima lettera e riporta indietro i rotori. Sulla macchina reale non si poteva: un errore costringeva a reimpostare le posizioni e a ricominciare.

Enigma K con i rotori commerciali I, II e III in posizione AAA, senza pannello a spine. Fai clic su un tasto per usare anche la tastiera del computer.

Contatori e passi irregolari

Nel 1927 cominciò anche lo sviluppo della Zählwerk Enigma, l’Enigma con contatore, che mostrava quante lettere erano state battute. Il primo modello, l’A28, del 1928, muoveva i rotori con un meccanismo a ingranaggi invece che con i nottolini, e l’operatore poteva farlo girare all’indietro per correggere un errore di battitura. I rotori dell’A28 avevano molte tacche, 17, 15 e 11, che li facevano avanzare in modo irregolare, e anche il riflettore avanzava durante la cifratura. Una versione più piccola, la G31 del 1931, divenne nota come Enigma G o Enigma dell’Abwehr, il servizio informazioni militare tedesco. Nel simulatore puoi provare sia l’Enigma G sia un esemplare con contatore.

Il primo attacco britannico

Tra la fine del 1926 e l’inizio del 1927 il servizio crittografico britannico, la Government Code and Cypher School (GC&CS), acquistò sul mercato un’Enigma D e la affidò a Hugh Foss. Nel suo rapporto del 1927 Foss dimostrò che, con circa 180 lettere di testo in chiaro noto, si poteva ricostruire il cablaggio dei due rotori di destra; noti i cablaggi, per trovare le impostazioni bastavano una quindicina di lettere. Dilly Knox, collega di Foss, perfezionò poi questi metodi, e dieci anni dopo li usò contro le Enigma K della guerra civile spagnola, come racconta la lezione Enigma e l’Italia.

  • La Handelsmaschine del 1923 stampava il cifrato; l’Enigma A del 1924 accendeva invece una lampada, e con le macchine a lampade arrivò il riflettore; la D del 1926 portò la tastiera QWERTZ e il riflettore impostabile; la K del 1927 fissò la tacca all’anello.
  • Nessuna Enigma commerciale aveva il pannello a spine: lo aggiunsero i militari.
  • La GC&CS comprò un’Enigma D sul mercato, e nel 1927 Hugh Foss mostrò che bastavano circa 180 lettere di testo in chiaro noto per ricostruire il cablaggio di due rotori.

Fonti