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Dalla sostituzione al rotore
In generale, per decifrare un crittogramma basta conoscere il carattere che rappresenta la lettera E per essere sicuri di trovare, con il calcolo o per tentativi, il significato di tutti gli altri.
Enigma cifra ogni lettera con un alfabeto diverso. Il motivo sta nel difetto del cifrario più semplice, la sostituzione monoalfabetica, in cui ogni lettera del messaggio è sostituita da un’altra, sempre la stessa, secondo una tabella fissata in anticipo. Chi conosce la tabella decifra leggendola al contrario; chi non la conosce vede una sequenza di lettere senza senso, ma può contarle.
Prerequisiti
- Dalla lezione Che cos’è Enigma: battuta più volte, la stessa lettera accende ogni volta una lampada diversa.
Obiettivi
- Cifrare con il disco di Cesare e dire quante chiavi ha.
- Spiegare perché una sostituzione fissa, anche con l’alfabeto mescolato, si rompe contando le lettere del cifrato.
- Prevedere che cosa produce un disco con l’alfabeto mescolato che avanza di un passo a ogni lettera.
Il cifrario di Cesare
Secondo il biografo Svetonio, Giulio Cesare scriveva i messaggi riservati spostando ogni lettera di tre posizioni nell’alfabeto: la A diventava D, la B diventava E, e così via, ricominciando dall’inizio dopo la Z. Questa sostituzione si rappresenta con due dischi concentrici: quello esterno porta l’alfabeto in chiaro, quello interno lo stesso alfabeto ruotato.
Testo cifrato
YHQLY LGLYL FL
Ruota il disco interno: ogni posizione è una chiave diversa, e la chiave di Cesare è lo spostamento di tre. Le chiavi sono 25, perché la ventiseiesima riporta ogni lettera su sé stessa, e chi intercetta il messaggio può provarle tutte in pochi minuti.
Le frequenze
Se il disco interno porta un alfabeto mescolato invece di quello ordinato, le tabelle possibili diventano troppe per provarle una per una. La sostituzione resta però fragile, perché la stessa lettera in chiaro produce sempre la stessa lettera cifrata. In un testo italiano le vocali E, A, I e O sono molto più frequenti della Z o della Q, e queste proporzioni passano intatte nel cifrato: il simbolo che compare più spesso è con buona probabilità la E. Nel passo citato in apertura, del 1883, il crittografo Auguste Kerckhoffs osservava che, trovata la E, il resto della tabella si ricostruisce per calcolo o per tentativi. Il metodo si chiama analisi delle frequenze, e la sua descrizione più antica che conosciamo è del IX secolo, del filosofo arabo al-Kindi.
Cambiare alfabeto
Nel Quattrocento l’architetto e umanista Leon Battista Alberti propose un rimedio. Nel suo trattato sulle cifre, scritto nel 1466 o nel 1467, descrisse un disco cifrante simile a quello qui sopra e suggerì di ruotarlo durante il messaggio, così da cifrare parti diverse del testo con alfabeti diversi. Un cifrario che usa più alfabeti nello stesso messaggio si dice polialfabetico: la stessa lettera in chiaro non dà più sempre la stessa lettera cifrata, e le frequenze del cifrato non corrispondono più a quelle della lingua.
Dal disco al rotore
Facciamo due modifiche al disco. Sul disco interno scriviamo un alfabeto mescolato, quello del cablaggio del rotore I di Enigma, che comincia con EKMFLG; poi stabiliamo che il disco avanzi di un passo dopo ogni lettera, in modo automatico. In chiaro mettiamo sei A di fila. Senza rotazione, la A esterna resta sempre davanti alla E interna, e le sei A diventano sei E.
Testo cifrato
EEEEE E
Le sei A diventano EKMFLG, le prime sei lettere del cablaggio: con la A ripetuta, il disco mostra il proprio alfabeto interno una lettera alla volta. Il disco cifra un testo qualunque con 26 alfabeti diversi, uno per ogni sua posizione, e una lettera frequente come la E non lascia più un unico simbolo frequente nel cifrato.
Un rotore di Enigma realizza questo disco con l’elettricità: 26 fili saldati fra due facce di contatti rimescolano l’alfabeto, e il rotore scatta di un passo a ogni tasto. Fra il disco e il rotore c’è una differenza. Il disco mostra la lettera cifrata sul disco stesso, che gira; dal rotore, invece, la corrente esce in un punto fisso della macchina, che non gira con il rotore. Per questo il rotore, con lo stesso cablaggio e lo stesso passo, accende lettere diverse da quelle del disco: il conto si fa nella lezione I rotori. Chi costruì le prime macchine a rotori, e quando, lo racconta la lezione Scherbius e le macchine commerciali.
Perché un solo rotore non basta· approfondimento
Un rotore che avanza di un passo a ogni lettera torna nella posizione di partenza dopo 26 lettere, e da lì la sequenza degli alfabeti si ripete. Il numero di lettere dopo cui la sequenza si ripete si chiama periodo. In un messaggio lungo, le lettere a distanza di 26 l’una dall’altra sono cifrate con lo stesso alfabeto, e su ciascuno di questi gruppi l’analisi delle frequenze torna a funzionare. Per allungare il periodo Enigma mette in fila più rotori, che si trascinano l’un l’altro come le cifre di un contachilometri: lo spiega la lezione Il passo e il doppio passo.
Riepilogo
- Il cifrario di Cesare sposta ogni lettera di tre posizioni. Le chiavi sono 25, e chi intercetta il messaggio le prova tutte in pochi minuti.
- Una sostituzione fissa, anche con l’alfabeto mescolato, manda sempre la stessa lettera nella stessa: contando i simboli del cifrato si trova la E, e da lì il resto della tabella.
- Un disco con il cablaggio del rotore I che avanza a ogni lettera trasforma AAAAAA in EKMFLG: ogni lettera è cifrata con un alfabeto diverso, ed è l’idea del rotore.
Fonti
- Paul Reuvers, Marc Simons, Crypto Museum — Enigma.
- Svetonio, De vita Caesarum, Divus Iulius.
- Simon Singh, Codici & segreti. La storia affascinante dei messaggi cifrati dall’antico Egitto a Internet, BUR Rizzoli, 2001.
- Friedrich L. Bauer, Decrypted Secrets. Methods and Maxims of Cryptology, Springer, Berlin Heidelberg, 2007.